La serata, a dire il vero “era iniziata” nel primo pomeriggio scrutando il cielo ancora coperto di nubi e pensando che il tanto desiderato arrivo del vento da nord, preannunciato dalle previsioni, era un'altra bufala.
Per fortuna all’ora prevista era tutto “come da catalogo” : luna piena, cielo leggermente velato da passaggi veloci di nuvole, che fotograficamente è il top.
Ci ritroviamo al punto di ritrovo di Mergozzo con le due Elene, con Andrea, con nuovi amici e con la nostra guida Cristina che stava “cenando”, nessuna portata di piatti tipici o quant’altro: solo una banana. Le donne e la dieta perenne. Si scherza ovviamente, per impegni precedenti non aveva potuto fare meglio, e cosi alternava una morsicata alla banana ad una imprecazione (porca paletta ndr.). L'altra nostra guida Irene si presenta all’appuntamento di Mergozzo con un ritardo degno di un treno pendolari sulla linea Domodossola-Milano e motivando a causa di un controllo da parte di una pattuglia della polstrada, che l’aveva fermata. (sarà vero o per una guida è più facile perdersi sulla superstrada che in mezzo alla Valgrande? Non si saprà mai).
Lasciate le auto ci addentriamo sulla strada che da Piancavallo conduce al monte Morissolo, lo scenario è spettacolare e la sorpresa nella sorpresa è stata che il percorso, a mezza costa sulla montagna, era riparato dal forte e fastidioso vento da nord che soffiava.
Le tracce presenti e la temperatura bassa (-7), ci agevolano il cammino, permettendoci il lusso di lasciare le ciaspole nello zaino. Diciamo la verità, questi archibugi utilissimi da allacciare sotto gli scarponi, per chi è abituato ad avanzare con altri mezzi, non sono proprio il massimo, e con la conseguenza che si instaura un rapporto di odio/amore..
Guidati in modo impeccabile dalle nostre “capobranco Buck” Irene e Cristina, raggiungiamo come se fossimo nel film era glaciale (stesse battute scherzose), l’unica salitella (dislivello 40 metri) in breve, seguendo sempre le tracce e, sempre come nel film era glaciale, rispettando la regola n. 2 del capobranco “state sempre al centro della pista”, arriviamo in vetta.
Qua non siamo sottovento, l’aria è forte e gelida, in più Giancarlo con accanimento maniacale costringe i partecipanti a stare immobili per due minuti, per fare la foto di gruppo con luce naturale, facendo finta di non sentire le maledizioni del momento, o forse perché ha voluto vendicarsi in quanto all’andata è stato costretto a seguire la regola n. 3 di Buck nel film era glaciale “chi fa le ….resta in fondo al branco”.
Foto di rito al panorama sottostante, attimi di contemplazione e l’immancabile fotografia di gruppo, al grido di “foto con i parenti della sposa”.
Si ritorna alla auto, sempre illuminati dalla luna, tutto il percorso lo è stato, tanto che il frontalino praticamente è rimasto inutilizzato nello zaino.
Si conclude la serata in un noto locale di Mergozzo, “deliziati” dalle filosofie di vita di Andrea e dove tra panini, birra, patatine fritte e…nutella (proprio così), abbiamo recuperato subito quelle calorie appena perse sulle alture dell’alto Verbano.
Ma è un rito, le nostre gite finiscono sempre con un boccale di buona birra.
Abbiamo voluto scherzare, ma è stata una serata fantastica, quando sei in vetta, al di là che sia il monte Morissolo piuttosto che il monte Rosa, si vivono momenti che non si dimenticheranno mai, e che ti fanno capire quanto è meravigliosa la natura e quanto la medesima ti faccia instaurare con le persone con cui condividi quegli istanti, un rapporto vero di amicizia.
Alla prossima gita fotografica e un saluto da Cristina, Irene, Giancarlo e Walter e tutti gli amici che hanno partecipato alla serata.








